Come è nata l'apicoltura Nardelli

Nella primavera del 1980, tornato dalla campagna, notai sopra una pianta di fico, una grossa macchia nera, mi avvicinai e scoprii ...le api.

l'apicoltore Andrea Nardelli mostra un telaino carico di miele

Lo sciame era arrivato dal terreno del mio confinante che interpellato, rifiutò di catturarlo. Chiesi aiuto all'"esperto" del paese che, in gioventù aveva allevato qualche colonia di api e una sera mi incappucciai per bene e, munito di una cassa di legno adattata all'uopo, la misi proprio sotto lo sciame.

L'esperto si sistemò sotto la pianta e diede uno scossone al ramo. La maggior parte delle api caddero nella cassa poggiata per terra. Al mattino tutte le api avevano preso possesso della nuova dimora. Avevo preso il primo sciame della mia vita!

Da un parente che aveva posseduto alveari "rustici" venni a sapere della nuova tecnica di allevamento, la tecnica razionale di Dadant Blatt. Le api non venivano più soppresse in autunno con i vapori di zolfo per sottrarre miele, ma restavano vive.

Questa tecnica si basa su un telaino mobile, con arnia a dieci favi composta da nido e melario. In questo mondo fantastico mi introdusse un apicoltore professionista, Francesco, che pressato dalle mie richieste mi aiutò a realizzare il cosìdetto "travaso" ossia con un affumicatore e un leggero movimento obbligammo le api a passare nell'arnia razionale. Le api del mio vicino continuarono a sciamare e Francesco ed io le raccoglievamo.

Guardando come operava piano piano imparai a "visitare" l'arnia. Il pediatra di mio figlio consigliava miele ed io aumentavo il loro numero. I primi anni furono pieni di difficoltà. Le api pungono, non tutti gli sciami si fermano nel mio giardino. Io producevo poco miele.

Conobbi in fiera ad Arpino il dottor Angelo Sommaruga che da allora trasforma la cera prodotta dalle mie api in fogli del peso di 110 grammi.

l'apicoltore Andrea Nardelli alle prese con uno sciame d'api

Questi fogli cerei più pesanti degli altri aderiscono meglio al filo zincato e le api costruiscono con più facilità le celle dell'alveare. Le api, i loro segreti e la loro vita coinvolsero da allora tutta la mia famiglia che si è trasformata in una vera e propria azienda agricola. Oggi mio figlio Gianluca, anche con il mio aiuto, conduce l'azienda.

Spero che le mie api possano vivere per altri anni ancora e presidiare questo territorio, così come fanno oggi, arrecando ricchezza con le loro regine color terra, color cuoio e biondo chiaro.

Andrea Nardelli